elettorale

di DARIO BIANZANI

 

Eduardo Galeano, scrittore e giornalista uruguayano, disse: “che strana dittatura quella venezuelana, ci sono continue elezioni e, quando non sono previste ne inventano altre“.

Lo disse anni fa commentando uno dei tanti processi elettorali che dal 1999, anno in cui trionfò la rivoluzione bolivariana guidata da Hugo Chavez, un militare che fece della sovranità nazionale, del socialismo e dell’internazionalismo il faro che ancora oggi guida la democrazia venezuelana.

Oggi siamo arrivati alla elezione numero 25 da quel fatidico 1999 ed è la ventitreesima elezione che il Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), con i suoi alleati, vince e vince di larga misura.

Questa volta, domenica 9 dicembre, si è trattato di elezioni locali, si dovevano eleggere i consigli di 156 municipi e le forze rivoluzionarie se ne sono aggiudicate ben 142.

La giornata elettorale si è svolta in assoluta tranquillità, così come ha precisato Tibisay Lucena, la presidente del CNE, il Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei poteri indipendenti dello Stato e come confermano gli accompagnatori internazionali del processo elettorale.

Questo nonostante le minacce di quella parte dell’opposizione violenta che continua a propugnare e provare tentativi di rovesciamento violento del Governo rivoluzionario venezuelano.
Interessante è che una parte dell’opposizione ha deciso invece di partecipare a questo processo elettorale.

Dalle parti del mainstream neoliberista si dice che la partecipazione al voto è stata molto bassa. Vero, ma in una elezione locale in nessun Paese si ha una percentuale alta di votanti.

Del resto, le principali critiche arrivano dagli USA dove in questo genere di elezioni si raggiunge una percentuale pari al 15% dei votanti quindi molto meno che in Venezuela.

Sovranità nazionale, socialismo e internazionalismo socialista continuano ad essere il mix vincente della rivoluzione bolivariana.
Prendiamone esempio perchè anche in Italia e in Europa questo mix potrebbe vincere e liberarci da questa macchina infernale che è il neoliberismo!