credito

 

di GIUSEPPE MASALA

 

In relazione alla cosiddetta autonomia differenziata richiesta dal Lombardo-Veneto ed Emilia-Romagna sono andato a vedermi l’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulle Economie Regionali.

Al di là del fatto che ho notato che il rapporto si sostanzia di pagine e pagine di nulla, ho trovato una tabella interessante: i tassi di interesse sul credito a breve termine alle imprese disaggregato per macro-aree territoriali.

Ciò che si nota immediatamente è che i tassi d’interesse al Nord sono quasi la metà rispetto a quelli del Sud. Chiunque abbia un minimo di conoscenze economiche, ma minime, sa bene che con un simile gap (o preferite che lo chiami spread?) sui tassi di interesse il Sud non ha alcuna possibilità di sviluppo. Alcuna speranza.
Ecco, questo concetto andrebbe ben ribadito a chi parla di Sud “mantenuto” dal Nord.

Direi che vale esattamente l’opposto in considerazione del fatto che il penalizzatissimo Sud è stato chiamato a pagare il disastro delle banche venete saltate in aria l’anno scorso con un esborso di 20 miliardi solo per Veneto Banca e per Pop. Vicenza.

Peraltro ora vanno aggiunti 1,1 miliardi stanziati da Di Maio e Salvini per ristorare obbligazionisti subordinati e azionisti delle due banche fallite. Inoltre non dimentichiamo (e siamo alla prima rata perché altre ce ne saranno) i 5 miliardi che tutti gli italiani sono stati chiamati a pagare per il disastro MPS che – per chi non lo sapesse – è un disastro veneto e riferibile alla strafallita Antonveneta acquistata a prezzi da JP Morgan da MPS. Attendiamo infine di contribuire al salvataggio della prossima banca fallita – questa volta a NordOvest -, la genovese Carige.

Ecco, è evidente da questa tabella che a Nord i rubinetti del credito erano aperti a tutta birra mentre al sud c’era a dir poco la lesina imposta con un costo del denaro letteralmente folle.
Ecco, con rispetto parlando, è facile fare impresa con i rubinetti del credito aperti alla follia (tanto è vero che le banche sono fallite) e poi chiamare i puzzoni meridionali a saldare il conto dei bagordi.
Prima di parlare di Nord produttivo e di Sud cialtrone bisognerebbe sapere di ciò che si parla.

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Che poi la soluzione è semplice: se le regioni pretendono maggiori autonomie si prendano maggiori responsabilità. Automaticamente si regionalizzi il Debito Pubblico. Tutte le regioni si prendano la loro quota di debito pubblico in rapporto al proprio Pil regionale.

Voglio vedere se al Nord avranno voglia di spendere per fare un assurdo buco di 60 Km sotto le Alpi per guadagnare 20 minuti per andare a Lione da Torino.
Vediamo se finisce questa storia delle sagre mondiali (Expo, Colombiadi, Olimpiadi e chi più ne ha ne metta).
Vediamo se finisce questa storia delle opere inutili che servono solo per alimentare clientele e tangentifici quali il Mose di Venezia, un’opera assurda che non servirà a nulla, non funzionerà mai e anzi non entrerà mai in funzione.

Non parliamo poi del sistema bancario. Pensiamo all’operoso e laborioso Veneto (mica quei mangiapane a tradimento di Ragusa): se qualcuno non ci avesse fatto caso il sistema bancario veneto è saltato in aria in blocco.
Prima Banca Antonveneta (sotto MPS), poi Veneto Banca e Pop. Vicenza.

Solo il salvataggio di queste ultime due è costato 20 miliardi che tutto sistema paese mangiapane a tradimento meridionali compresi è stato chiamato a ripagare in ossequio al sacrosanto dovere di solidarietà. Bene.

Se solidarietà non c’è, non ci sia per nessuno. E ci sarebbe anche tanto da dire sull’operosità di quelle terre; sai, se il sistema bancario lì ti finanzia tutto mentre da altre parte c’è la lesina (vuoi un milione di euro? Bene, me ne devi dare due in garanzia più un oncia di carne dalla tua coscia) non è che da una parte c’è bravura e dall’altra incapacità.

Ma lasciamo stare. Niente contro nessuno, ma i discorsi da bar hanno stufato.
Chi ha dato ha dato (il sud) e chi ha avuto ha avuto (il nord), ma da domani si regionalizzi il debito pubblico.

 

P.S.: Scandaloso il documento elaborato dalla Banca d’Italia che si guarda bene dal darci le tabelle delle condizioni del credito a medio lungo periodo alle imprese disaggregato per macroaree geografiche. Non viene dato neanche il totale dei crediti (proprio le cifre aggregate) sia ad imprese che famiglie per aree geografiche.
Un silenzio mafioso che è comunque eloquente.