draghi

 

di Enea BORIA

Quando Draghi dice “Il nostro mandato non è garantire che il deficit dei governi sia finanziato in qualsiasi condizione“, afferma il vero.
Ed è qua il problema. La questione cruciale è decostruire questo discorso e darsi una spiegazione plausibile di ogni singola componente.

1) Draghi non sta dicendo niente altro che ciò che è esplicitamente previsto dal suo mandato e dallo statuto dell’istituzione che governa.

2) Da ciò discende che, mentre una volta le istituzioni finanziarie/monetarie/economiche dello Stato erano al servizio degli obiettivi che esso perseguiva sulla base di una esplicita legittimazione popolare, oggi gli Stati dispongono di ciò che le istituzioni finanziarie concedono loro. Ad insindacabile giudizio, per scopi di cui non è dato sapere e comunque privi di legittimazione popolare.

3) Inoltre il problema non è che la BCE non possa garantire il deficit dei governi, ma il punto è che non deve garantirli perchè non è tenuta da statuto a farlo.
Quindi quando ci dicono che una cosa (una nazionalizzanzione, l’estensione dei diritti pensionistici, le scuole gratis etc.) è finanziariamente impossibile stanno mentendo, piuttosto non si vuole fare ciò che comporti spesa pubblica e si sono scritti gli statuti in funzione di questa non volontà.
Sul perchè preferiscono glissare.

4) Dalla domanda 2) è lecito trarre la seguente domanda: siccome qualsiasi scelta politica comporta delle spese, a queste condizioni perchè ancora votiamo, dato che palesemente è inutile?

5) Dalla domanda 3) è lecito trarre la seguente domanda:
quali casi storici si danno di istituzioni umane che avesse senso trattare come se fossero dotate della immutabile eternità delle Tavole della Legge di Mosè?
Come non considerare questa non motivata pretesa di immutabilità alla stregua di una truffa?