garante

 

di MARIO GIAMBELLI GALLOTTI

 

<<Occorre considerare la natura privata degli enti interessati la cui attività costituisce esercizio della libertà di iniziativa economica riconosciuta e garantita dall’articolo 41 della Costituzione.
L’eventualità che soggetti, partecipi dell’alta funzione parlamentare ma pur sempre portatori di interessi politici, possano, anche involontariamente, condizionare, direttamente o indirettamente, le banche nell’esercizio del credito, nell’erogazione di finanziamenti o di mutui e le società per quanto riguarda le scelte di investimento si colloca decisamente al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione>>.

Vorrei ricordare al supremo garante dei poteri sovranazionali, che l’art. 41 Cost. non ha solo il primo comma (“L’iniziativa economica privata è libera”).

Forse lui, come tutte le persone che soffrono di liberismo patologico, non ha studiato gli altri due commi dello stesso articolo, che non sono stati messi lì per caso, o per fare una gentile concessione al Partito Comunista [tanto per citare una delle innumerevoli idiozie sull’art. 41 Cost. che mi è capitato di leggere in un “moderno” testo (anzi, in un piccolo testo… direi un testicolo) di diritto costituzionale].

Allora glieli ricordo:
Art. 41, II comma: (L’iniziativa economica) “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Art. 41, III comma: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

Conosce il supremo garante degli interessi sovranazionali il significato delle locuzioni “utilità sociale”, “alla libertà, alla dignità umana”, “indirizzata e coordinata a fini sociali”?
Se non lo conosce, se lo vada a studiare sui testi dei grandi Padri Costituenti (cioè sui testi di coloro che hanno scritto la Costituzione), ove è ben spiegato (suggerisco “la bibbia” del diritto costituzionale: C. Mortati, “Istituzioni di Diritto pubblico”), e capirà quali sono i limiti della libertà di iniziativa economica.

Limiti che “gli enti interessati” hanno costantemente varcato, infischiandosene, ponendosi in totale contrasto con l’utilità sociale (qualcuno mi può dire cosa ci sia di socialmente utile nella speculazione finanziaria?) e recando gravissimi danni alla libertà e dignità umana (non serve spiegare cosa è costato, in questi anni ed in termini di fallimenti, di perdita di vite umane, di erosione dei risparmi, una certo modo ultraliberista degli “enti interessati” di intendere la libertà di iniziativa economica).

I “soggetti partecipi dell’alta funzione parlamentare”, mica tanto caro garante dei poteri sovranazionali, hanno tutto il diritto ed hanno, anzi, il dovere di svolgere i più opportuni controlli sull’attività dei soggetti a cui lei sta schifosamente tentando di parare le terga.
Non sono certo i destinatari indiretti della sua lettera i soggetti che, controllando l’operato degli “enti interessati”, possono collocarsi “al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione”.

Lei lo sa benissimo e, purtroppo per lei, lo sa anche un numero sempre maggiore di persone.