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di IVANA FABRIS

 

Ogni giorno nell’Italia del governo gialloverde, un comunista che vuole il ritorno alla piena sovranità per la realizzazione del socialismo, si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del tecnocrate neoliberista per smontare gli effetti nefasti che genera, anche grazie all’informazione di sistema, sponsorizzata dal dio mercato e dal PD.

Ogni giorno, infatti, qualche tecnocrate che sta più a nord del nostro Paese, si sveglia e decide di darci una lezioncina, un avviso di scadenza, una minaccia, costruendo paure e pericoli inesistenti per poter continuare a massimizzare i profitti sulla nostra pelle, divorando la nostra economia.

Ed è così che ogni giorno ci ritroviamo immersi in un caos senza precedenti di dichiarazioni, controdichiarazioni, narrazioni, nuove fake news e montagne di propaganda.

Con questa settimana appena conclusasi è già stata scritta una parte considerevole della sceneggiatura degna del miglior film demenziale dell’anno.
Di questo passo il cinepanettone di Natale 2018 lo gireranno alla BCE per le riprese in interno e a Bruxelles per quelle in esterno. Sarà campione di incassi per il cinema del suo genere.

Günther Oettinger, Commissario per il Bilancio e le Risorse Umane di quell’organismo ‘filantropico’ che è la Commissione Europea, dichiara a “Der Spiegel” che la nostra manovra verrà respinta dalla UE. Subito dopo smentisce dicendo che aveva parlato solo a nome suo. Chissà che reprimenda si sarà beccato dai suoi kapò per averci tolto il gusto del finale a sorpresa.

Moody’s ci declassa mentre David Folkerts-Landau, nientepopodimeno che l’economista capo di Deutsche Bank (noto pericoloso sovranista), dichiara che è senza senso che la Commissione Europea usi la clava contro di noi, però intanto lo spread viene usato come un AK-47 puntato alla tempia di milioni di tremebondi italiani ossessionati dal mainstream per i miliardi che perdiamo ogni giorno.
I poveri sventurati già vedono i loro risparmi finire in un buco nero nella galassia bancaria e finanziaria del pianeta che sta per spalancarsi sotto ai piedi dell’Italia mentre, conti alla mano, non corriamo alcun pericolo in tal senso.
Angela Merkel che dichiara che i sovranisti sono portatori di violenza, neanche fosse all’oscuro del fatto che la UE non è esattamente un collegio di educande o un gruppo di boy-scout (citofonare Popolo Greco e farsi dare le ultime agghiaccianti conferme) e infine i mercati pronti a darci l’assalto finale rigorosamente alla baionetta.

Come non bastasse già questo nugolo di avvoltoi che girano sulle nostre teste, ecco La Leopolda “Ritorno al Futuro” (!) che, data l’età media dei partecipanti, più che altro dovevano chiamarla “Odissea nell’Ospizio” con un Renzi quasi populista che dichiara che è in atto una campagna d’odio verso di loro. Ma no! Ma come??? Incredibile!
Laggiù, tra il popolo becero e fassista, qualcuno li odia!

E a fare il paio col demenziale del copione di questa settimana, sabato un corteo “de sinistra” in cui si è manifestato contro il governo ma in favore delle rinazionalizzazioni che, guarda un po’, sono state rimesse al centro della discussione proprio dallo stesso governo contro cui si è protestato.

Infine, ciliegina sulla torta del giorno…Udo Gümpel!
QUEL Gümpel (sì, proprio lui) che, infaticabile, non si risparmia mai e naturalmente anche lui ci minaccia.  giorno
Con un sinistro tweet (sinistro di nome e di fatto) fa addirittura aleggiare sulle nostre teste l’idea che la nera signora con la falce stia per abbattersi sul nostro futuro (come se invece la UE e le politiche neoliberiste fossero state un soave coro di voci bianche per il benessere della nostra economia) per giunta manipolando la traduzione della parola deadline che NON vuol dire linea della morte, ma letteralmente linea morta o, in senso figurato, scadenza.

A conclusione di una settimana così, si potrebbe solo dire che ci mancava solo il meteo con una tempesta perfetta.
Beh, no, c’è stata anche quella. A Roma una bomba d’acqua e grandine si è abbattuta ieri sera, domenica, sulla cità come ulteriore presagio di sventura.

Ebbene, anche dal giorno di oggi, lunedì 22 ottobre, vedremo cosa ci aspetta ma intanto il solito comunista che vuole il totale ripristino della sovranità sa già che dovrà correre più veloce che può, per salvarsi la vita.

Anche il solito tecnocrate dovrà correre per la stessa ragione. Ma di lui, francamente, non me ne può fregare di meno. Anzi, spero che, nel correre, trovi l’ostacolo giusto che lo scaraventi rovinosamente a terra. Fino al punto di non potersi più risollevare.