napolitano

 

di UGO BOGHETTA


Alcuni hanno considerato la petizione lanciata da Rinascita! per la messa in stato d’accusa di Napolitano per la guerra alla Libia, come intempestiva perchè ormai Napolitano è vecchio e fuori gioco.

Ma ecco Napolitano ri-comparire con un articolo sul Corriere della Sera di ieri 10 novembre.
In effetti è un articolo da bollito ma non dissimile da altri che intervengono sul tema dell’Unione e la sua crisi.

Napolitano, infatti, comincia con la tiritera della Unione Europea che avrebbe garantito 70 anni di pace sorvolando sul fatto che quella pace era dovuta al fronteggiamento del comune nemico: l’URSS.

Al contrario le guerre (cui ha partecipato attivamente l’Italia) sono cominciate proprio con lo scioglimento dell’URSS ed il nascere dell’Unione Europea: prima guerra del Golfo, attacco alla Serbia e Libia, appunto.

Ovviamente al nostro le guerre fuori dall’Unione non interessano, non sono guerre, non fanno morte e distruzione. Si è pensato che fosse possibile derogare all’articolo 11 con l’invenzione delle “guerre umanitarie” e “l’esportazione della democrazia”.

Prosegue l’articolo con l’elogio dell’Unione per la libera circolazione delle persone e, naturalmente cita i giovani erasmini.
Ciancia di non so quale miglioramento economico competitivo quando l’Italia con l’entrata nell’Unione-euro ha perso 1/4 del suo apparato industriale, aumentato la disoccupazione, tagliato lo stato sociale.

Ovviamente Re Giorgio, come lo chiama qualcuno, auspica di andare avanti (cosa oramai e per fortuna irrealistica) con l’unione bancaria e fiscale. Prospettive che arrecherebbero un ulteriore danno alle masse popolari italiane.

Ovviamente non può non lanciare un allarme contro nazionalismi e sovranismi, pur ammettendo che non si è stati in grado di affrontare: “fenomeni estesi di sofferenza sociale“. Ammissione vuota poichè non può indicarne le cause.
Bisognerebbe infatti mettere sotto accusa proprio l’Unione-euro e la sua matrice liberista.
Vorrebbe dire mettere sotto accusa anche se stesso: governo Monti docet.

 

Ed infine non si esime dal lamentare i pericoli per la democrazia.
Ma la democrazia cominciò proprio quando fu ritenuto possibile decapitare un re.
Avanti con la Petizione contro Re Giorgio.