Matteo

 

 

di DARIO BIANZANI

 

Matteo Salvini è un bravo comunicatore, indubbiamente sui temi forti suoi e del suo partito. Bravo comunicatore, ma sicuramente è un po’ più complicato passare dalla comunicazione ai fatti!

Ci sono problemi a portare a casa risultati economici quando non si vuole, o non ce la si fa, a sostenere lo scontro con la Commissione Europea e i risultati sono, ci permettiamo di dirlo, scarsi o addirittura nefasti anche dove lui e il suo partito hanno potuto operare da padroni indiscussi delle scelte politiche di governo.

Infatti, è proprio per iniziativa leghista – con una campagna mediatica in pompa magna – che nei giorni scorsi il parlamento ha approvato il decreto sicurezza, che è stato sbandierato come un provvedimento che garantisce i cittadini contro la criminalità e atto a ridurre l’immigrazione clandestina, mentre ci sembra, leggendolo, che in tempi brevi rischi di aumentare l’insicurezza in quanto abbandona gli immigrati a se stessi eliminando di fatto quel poco di sostegno alle persone senza creare nulla di nuovo e in sostituzione.

Peggio ancora quando Salvini parla di cose che probabilmente conosce poco, e ci auguriamo che le ragioni del suo approccio siano la scarsa conoscenza e un minimo di superficialità comunque pericolosa. Ma sarebbe peggio se quello che, ad esempio, dice quando parla di geopolitica e di politica estera fosse davvero dettato da convinzioni politiche ben formate. In questo caso ci troveremmo di fronte ad una svolta pericolosissima nella già fragile autonomia in politica estera del nostro Paese.

Come in una parabola pericolosissima siamo passati da un pochino di autonomia – pur sempre limitata dall’appartenere alla NATO – presente negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso,  all’interventismo filo-occidentale dell’ultima decade del ‘900 con l’intervento nella ex Jugoslavia e fino all’attuale appiattimento a zerbino degli USA e della destra sionista israeliana di questi giorni.

Matteo Salvini, Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, esprime infatti posizioni personali che mettono a rischio la diplomazia e la vita dei nostri militari presenti in Libano sotto bandiera ONU.

Non pago dell’essersi complimentato con il fascista Bolsonaro per la sua elezione a presidente del Brasile, ora Matteo Salvini si schiera con i criminali sionisti israeliani accusando Hezbollah, un’organizzazione politico-militare che in Libano ha una importanza notevole nella stabilizzazione della complicata società di quel Paese, di essere una organizzazione terrorista, esattamente quello che sostengono USA, Gran Bretagna e Israele.

Invece di schierarsi con i popoli oppressi, il che vorrebbe dire diminuire la necessità di questi popoli di emigrare verso il nostro Paese, Salvini si schiera con gli oppressori e i massacratori.

Ma siamo sicuri che Matteo Salvini voglia davvero combattere l’immigrazione clandestina? O forse preferisce che l’immigrazione sia ancora più clandestina affinchè i suoi amici imprenditori possano sfruttare ancora di più questi immigrati e aumentare il conflitto sociale innescando una guerra tra poveri senza fine?

Caro Presidente del Consiglio, ci permettiamo di suggerirle di chiedere al Ministro degli Interni di occuparsi solo di quello che (visto il decreto sicurezza) è già un compito difficile!

Inoltre, Caro Presidente, siamo sempre stati convinti che su certi temi il suo Governo andasse lasciato lavorare ma visto quello che sta avvenendo in questi giorni sia sulla trattativa con la Commissione Europea sia sulle esternazioni di uno dei suoi vice, non vorremmo dovercene pentire.