incompetente

 

di UGO BOGHETTA

 

Nel fondo del Corriere di domenica Maurizio Ferrera affronta ancora una volta il tema della competenza di chi fa politica. E la fa partendo dalla dichiarazione di Conte riguardo alla vicenda della nave Diciotti. Evento di cui si è presa la responsabilità trasferendo la questione dal piano giuridico a quello politico.

Detto del dovere di rispondere agli elettori che hanno votato, il nostro aggiunge: “Ma non è solo la responsabilità elettorale. L’azione di governo deve poggiare su alcuni elementi essenziali: competenza, capacità di diagnosticare correttamente i problemi, di rispondere a sfide improvvise e soprattutto di salvaguardare le condizioni che consentono al sistema-paese di crescere in un contesto di stabilità sociale e politica“.

Le cose scritte sembrano di buon senso, ma lo sono davvero? Il primo problema nasce dall’ovvio riferimento a questo governo. Ci si chiede allora: i governi precedenti hanno avuto le caratteristiche di cui sopra? Se rimaniamo alla vicenda migranti si dovrebbe dire di no.

Per anni si è continuato a balbettare sul fenomeno e la gestione. L’Italia non ha una politica per i migranti ora e tanto meno l’ha avuta in precendenza. I predecessori hanno dimostrato competenza, capacità di previsione? No di certo, e la popolazione, in particolare gli strati popolari, hanno votato in massa per chi in qualche modo prometteva di affrontare il problema. Si sono fatti sentire con l’Unione Europea? No di certo! Prima non eravamo isolati ma succubi.

La situazione è diventata talmente caotica che la politica di Minniti in Libia e verso le ONG non è passata da nessun dibattito politico … nemmeno interno al governo. E’ stato il solito intervento emergenziale.

Salvini, con la chiusura dei porti ha fatto intendere due cose. La prima che l’Italia avrebbe accettato solo politiche europee condivise. In secondo luogo, ha trasformato la questione umanitaria in questione politica. Come deve essere. Si può condividere o meno queste scelte ma non può essere accusato di incompetenza, tanto meno di mancanza di previsione. Al contrario queste scelte sono basate sulla previsione della continuazione del fenomeno.

Salvini, tuttavia, ha due gravi colpe.
La prima è scaricare sui migranti in carne ed ossa le colpe della situazione. Solo recentemente Di Battista e Di Maio hanno attirato l’attenzione sulla Francia accusandola di alimentare l’immigrazione con la sua politica in Africa. Verità molto parziale poichè è tutto il meccanismo del capitalismo occidentale ad essere colpevole. Ma, come dice il famoso detto: “Piuttosto che niente è meglio piuttosto”.

La seconda colpa è quella di fomentare la clandestinizzazione di chi si trova già in Italia con la legge sulla sicurezza. Legge che è carente, non a caso, su di questo aspetto. In buona sostanza Salvini non vuole risolvere i problemi ma strumentalizzarli. Ma l’incapacità ad affrontare la gestione degli immigrati sembra ben distribuita.

Ciò detto mi sembrerebbe una gran cavolata se Salvini venisse processato. E questo per due motivi. Il primo perché un ministro ed una governo hanno il preciso dovere di evitare che delle persone entrino clandestinamente nel paese poiché questa è la realtà dei fatti. Le gravi condizioni in cui viene a trovarsi chi cerca di entrare in Italia sono incidenti di percorso (programmati) finalizzati ad entrare nel paese senza averne diritto. Pensare che il caso Diciotti sia un sequestro di persona mi sembra insensato, anche sarei curioso di vedere cosa potrebbero affermare i giudici.

Se non partiamo da questo, da dati di realtà non si riuscirà mai ad avvicinarsi alla possibilità di avere un’immigrazione regolata ed in relazione alla capacità del paese di integrare effettivamente chi entra.
Capacità che è anche la disponibilità della popolazione ad accettarla.

In caso contrario, se le condizioni interne non migliorano, se si continua a tentare di entrare in maniera “forzata”, la soglia della capacità di accoglienza non aumenta ma diminuisce. E Salvini non ce lo toglieremo mai di torno. Così la sua presenza si continuerà a sdoganare il peggio.

E l’incompetente, quello che non sa fare previsioni, che promuove l’instabilità sociale e politica saranno quelli come lo scribacchino del Corriere della Sera.