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di IVANA FABRIS

Curioso che giusto ieri la Corte Europea di Strasburgo ci abbia condannato per aver continuato ad applicare a Bernardo Provenzano il 41bis in quanto violazione dei suoi diritti umani, salvo poi concludere dicendo che comunque non ci sia stata violazione delle condizioni di detenzione.

Sconforto profondo a parte per una simile assurdità, è curioso perchè proprio in questi giorni in cui infuria la battaglia tra il governo gialloverde e la Commissione Europea, con Jeroen Dijsselbloem che di sponda lancia messaggi trasversali ai suoi scherani dei mercati per far collassare le nostre banche, arriva questa sentenza.

Indubbio, sarà sicurissimamente una pura coincidenza, ci mancherebbe mica siamo complottari noi.

Certo però che, a pensarci bene, una simile coincidenza, come dire, ha dell’incredibile perchè sembra voler sottolineare che l’Europa è rispettosa dei diritti.

Guarda caso proprio mentre il governo gialloverde sta dimostrando che da sempre le violazioni dei diritti degli italiani, sanciti dalla Costituzione, sono state apertissime e, guarda caso, proprio mentre la UE spara, molto pretestuosamente, colpi di artiglieria pesante contro un governo democraticamente eletto.

Vero, la Corte di Strasburgo è un organismo internazionale che non ha direttamente a che fare con la UE – anche se la linea di demarcazione tra un organismo all’altro, non è poi così netta come sembrerebbe – ma chi glielo spiega alla massa di italiani, informati solo dal mainstream, che quando sente la parola “europea” inevitabilmente lo associa all’Unione?

Per contro è anche vero che una simile sentenza può far alzare l’asticella delle percentuali dell’antieuropeismo, qui in Italia.
Insomma, siamo alle solite e Salvini, ovviamente, ringrazia.

E cosa dire alla Corte di Strasburgo, sui diritti sociali cancellati dalle politiche ordoliberiste dell’Unione che hanno generato la peggiore macelleria sociale dal dopoguerra ad oggi?

A causa di quelle cancellazioni, non sono stati conseguentemente violati i diritti umani di milioni di persone, a curarsi, ad avere un futuro che non sia precario, a studiare, ad avere una casa, ad avere una dignità dell’esistenza?

Vale la pena, a questo punto, di leggere il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che ha tracciato il solco da cui è scaturita la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea:

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

Qualcuno riesce ancora a credere che l’Unione Europea applichi uno dei suoi principi ispiratori, specie nella parte relativa all’uguaglianza tra gli esseri umani?
Non è forse questo il fondamento del rispetto della dignità degli individui e dell’uguaglianza tra gli stessi popoli europei?
Non è forse una tortura venire scaraventati nella miseria assoluta per gli interessi speculativi delle oligarchie finanziarie?
E come mai nessuno proferisce verbo contro le palesi e gravissime violazioni dei diritti da parte dell’Unione Europea?

 

diritti

Il celebre soldato in foto che innalza la Bandiera Rossa sul pennone del Reichstag di Berlino, infatti non è Meliton Varlamovič Kantarija ma è Antonio Tajani quando era giovane e magro. (parola di Massimo Marzano)

Ma le soprese, però, ieri sono continuate.
Infatti, non bastasse questo che appare proprio come il tentativo di rifare il maquillage all’Unione, ecco comparire il prode Antonio Tajani lanciarsi con tutta la prosopopea e l’enfasi del caso, in un discorso sull’eroismo della UE (ha detto proprio la UE) inventandosi che abbia  sconfitto il nazismo tedesco e il comunismo sovietico.

 

Teniamo conto che Tajani è stato eletto grazie al partito dell’unto dal Signore – il quale dichiarava che il suo governo avrebbe sconfitto il cancro – e che esagerare con la propaganda serve sempre e comunque ad una certa classe politica, ma già che ci si trova, Tajani, perchè non dichiara che la UE è euro, spread e debito santo e pertanto “una e trina“?

A quel punto, vista la navigazione tempestosa in cui si sta avventurando, l’Unione potrebbe pure tentare di camminare sulle acque per non finire mai di stupire (e stordire) le masse con i suoi soliti “effetti speciali”.
Ma la vediamo dura. Abbiamo la sensazione che, presto o tardi, neanche un miracolo potrà salvarla.