medioevo

 

di Ivana FABRIS

 

Due giorni fa, a Verona è accaduto un fatto di assoluta gravità, un altro passo verso il medioevo.

Si è votato in consiglio comunale (21 voti a FAVORE e solo 6 contrari) la MOZIONE 434 che dichiara ufficialmente la città scaligera, come “città a favore della vita”.
Era presente un cospicuo drappello di donne abbigliate come nel Romanzo dell’Ancella, allontanate per aver protestato contro la mozione.

Non paghi, coloro i quali hanno pensato a ideare la Mozione 434, hanno fatto in modo che preveda il finanziamento con DENARO PUBBLICO – CONTRO UNA LEGGE DELLO STATO che tutela delle donne che vogliono abortire –  di associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto.

Faccio sommessamente notare che ogni tentativo di smantellamento della 194, pare procedere a passi sempre più spediti e questo però, avverrà SOLO a scapito delle donne dei ceti meno abbienti perchè le benestanti continueranno ad abortire in strutture private potendoselo ampiamente permettere.

Inutile osservare che simili scelte politiche vanno inscritte ad una visione della società cui mira la Lega, ossia la visione tipica di quel leghismo borghese medio-alto, cattolicissimo e provinciale che ha permesso anche le vergognose dichiarazioni fatte dal Ministro Fontana sulla famiglia tipo che vorrebbero costruire all’interno della società e, non ultimo, le aberrazioni del Decreto Pillon e la inesistente PAS (sindrome di alienazione parentale) che sta disseminando traumi a profusione tra i bambini che cascano nelle maglie di questa perversione istituzionale.

Non comprendere che è la VISIONE sulla società che una certa parte politica vuole realizzare ad essere rilevante e, non il singolo decreto o la singola mozione, è tipico di chi non ha capacità di unire tutti i puntini e vedere dove va lo sguardo di chi sta promuovendo un vero e proprio attacco non solo ai diritti delle donne e dei bambini, ma proprio alla società tutta.

Perciò, a quali vite sono favorevoli a Verona e affini?
Scontato chiederselo perchè queste scelte colpiscono particolarmente le fasce deboli tra gli italiani e attengono alla concezione che, se si è poveri, non ci si deve occupare altro che di sfangare un pasto, lavorare come schiavi e accettare qualunque ricatto, mettere al mondo bambini che poi non si sa come sfamare e far studiare e possibilmente crepare il prima possibile.

Ma quello, naturalmente, a scelta.