razze

di UGO BOGHETTA

Due gravi episodi razzisti sono accaduti in questi giorni.

Il primo riguarda l’aggressione ad alcuni migranti regolari a Brindisi.
Il secondo coinvolge quella signora che cambia posto sul treno per non stare seduta vicino ad una ragazza italiana adottata affermando che: ” … non voleva stare seduta vicino ad una negra”.

Episodi di questo genere si ripetono e sono certamente il frutto del clima prodotto dalle continue invettive di Salvini ma anche da un antirazzismo inefficace e controproducente in quanto legato ad un’insensata accoglienza senza limiti.

Siamo dinnanzi a razzismo/antirazzismo quando ormai è noto che la scienza, a partire dalla scoperta del DNA, ha sentenziato che le razze non esistono.

Siamo della stessa razza e della stessa specie. Così non è per cani, gatti e altri animali: sono della stessa specie ma di razze diverse.

Esistono sì le etnie, ma è un concetto anche questo assai labile e spesso si confonde con chi abita in una stessa nazione. I nigeriani, ad esempio, sono composti da centinaia di etnie. Gli Hutu e i Tutsi sono della stessa etnia ma di caste diverse: allevatori e agricoltori.
Lo stesso discorso potrebbe farsi in Italia.

Il colore della pelle, che credo conti 1/20000 nel nostro patrimonio genetico, è assurto a discrimine razziale.

La teoria dell’esistenza delle razze non è sempre esistita. È stata inventata nell’800 per giustificare la giustezza del colonialismo: l’esportazione della civiltà.
Poi il nazzismo ed il fascismo l’hanno utilizzata, ma la teoria era già lì scodellata. Nessuno però lo dice e lo ricorda.

Questi atti avvengono quando sono stati appena resi noti i dati inerenti una criminalità generalmente in calo. E quando, dopo l’accordo di Minniti con le tribù libiche, sono in fortissimo calo gli sbarchi di clandestini; ed anche gli annegati.

La questione immigrati, tuttavia, rimane sempre presente, vuoi per le vicende di Riace, vuoi per i respingimenti dei francesi o, quelli ventilati, dei tedeschi. Ma soprattuto perchè il disagio sociale e l’incertezza esistenziale, aumentano.

Se per un verso sarebbe necessario una sistemazione interna ed europea (forse sarà possibile dopo le elezioni), non si può pensare di risolvere il problema senza intervenire sulle cause profonde che creano le ondate migratorie ed il disagio delle classi popolari europee.

Permanendo così le cose, la questione immigrati sarà sempre facilmente utilizzata dal Salvini di turno. Cosa non all’ordine del giorno nei pricipali partiti, soprattutto in Italia.

Senza aggredire la globalizzazione dell’ossessione del profitto e del guadagno ad ogni costo non c’è soluzione.
Ossessione che in Africa come in Italia ha lo stesso nome.
Un nome di attualità: il debito. Anzi, siamo alla cronaca.