pastori

 

 

di BAKIS CAVONE

 

La protesta spiegata con l’abaco.

Il primo numero è 380milioni, sono i litri di latte ovino che si producono ogni anno in Sardegna.
– 1,20 è il prezzo al litro di 3 anni fà, moltiplicato per 380.000.000 di litri è uguale a 456.000.000 €
– 0,60 è il prezzo al litro del 2019, vuol dire che abbiamo perso il 50% del valore! vuol dire che in Sardegna ci saranno 228.000.000 € di mancato guadagno, vuol dire 228.000.000 in meno che circoleranno in Sardegna. È una perdita di ricchezza enorme.

– 14.000 sono le aziende agricole dell’isola.
– 35.000 sono gli addetti.
– 100.000 sono le unità dell’indotto.
– 365 sono i giorni lavorativi per un pastore.

Il latte è il nostro oro, i suoi derivati sono inimitabili, non hanno concorrenza, ma i pastori soffrono, subiscono le azioni speculative dei grandi commercianti e dei grandi industriali.

Un breve esempio.
chi ha enormi disponibilità economiche, si riempie i magazzini quando crolla il prezzo.
Poi il prezzo risale lentamente, anche per la continua diminuzione post vendita delle scorte dei caseifici e delle cooperative.
Quando iniziano ad esserci forti segnali di risalita e le coop e piccole industrie sono pronte a vendere, si presentano gli speculatori con le loro scorte, comprate a basso prezzo, le immettono sul mercato sotto quotate, e la risalita da prima si arresta ed in seguito precipita, per due motivi, per il formaggio sotto quotato e per l’intasamento del mercato.
A questo punto, chi deve svuotare le cantine si trova costretto a svendere, e diventa anche difficile, il mercato è stato intasato.
Ecco che si ripresenta lui, forte dei suoi soldi, pronto a liberarti dal problema, ovviamente prendere o lasciare.

<<Perché buttare il latte, è uno spreco, è un alimento, il frutto del vostro lavoro, che senso ha, cosa sperate di ottenere>>

Questo è quello che ci sentiamo dire da chi cade dal pero quando vede i video su Facebook.
E via con altri milioni di consigli, come se non le avessimo provate tutte, ma è così, la stampa non ci racconta e le persone non hanno la consapevolezza del problema, non capiscono l’entità del danno.
Per questo scrivo queste righe, per raccontare, in modo molto approssimativo, il ricatto al quale siamo sottoposti, forse i lavoratori con contratti precari possono capire cosa voglia dire vivere e investire con l’incertezza del domani.

Ma voglio rivolgermi sopratutto a te che ti sei disturbato a leggere queste righe e hai avuto la pazienza di arrivare fino qua.
A te, che dal caldo del tuo appartamento, riscaldato e raffreddato puntualmente ad ogni cambio di stagione, sdraiato sul tuo bel divano, sistemi il cappottino al tuo cane mentre sgranocchi qualche biscottino appena comprato al discount.
Allunghi la mano verso lo smartphone, scorri la tua bacheca e non ti trattieni, devi scrivere e pontificare sulla nostra protesta, continuando per l’ennesima volta a criticarci perché sprechiamo il latte, ci consigli di regalarlo ai poveri, alla Caritas, agli amici ecc.

A te voglio regalare gli ultimi numeri di questo abaco.

-12.000.000.000 di euro, hai letto bene, non strofinarti gli occhi, DODICI MILIARDI DI EURO, così è stato quantificato lo spreco di cibo in Italia
– 47 invece, sono i kg di cibo che ogni persona spreca, ogni anno, in Italia.
Quindi caro/a amico/a, prima di criticarci per il simbolismo della nostra protesta ti invito a riflettere, era necessario buttare quella mela per quella piccola ammaccatura? Era giusto buttare via quell’avanzo di pasta che non hai consumato a pranzo? E il mezzo pacco di biscotti che erano solo ammorbiditi dall’aria?
Quanto hai regalato di questi esuberi ai poveri, alla Caritas?

Noi non siamo perfetti però la nostra protesta è legittima.
Scusaci per il disagio, ma d’ora in avanti quando sei al super mercato e trovi il pecorino allo stesso prezzo delle patate, non gioire, da qualche parte in Sardegna, in qualche ovile sperduto sulle montagne, c’è pastore col volto segnato dal sole e dal vento, che piange insieme alle sue pecore.

 

“Biddanoa Monteleone su noe de Frealzu de su duamizza ‘e deghennoe.”