spagna

 

di Carlo FORMENTI

 

Un articolo di Manolo Monereo (deputato di Podemos), Hector Illueca e dell’ex leader dei comunisti spagnoli Julio Anguita sulla situazione italiana ha scatenato la feroce reazione delle sinistre “europeiste critiche” della Spagna.

I tre autori contestavano il giudizio che attribuisce al governo gialloverde italiano un carattere “neofascista”, sottolineandone le ambiguità ideologiche che lo inducono ad assumere sia pur limitati provvedimenti a favore delle classi popolari.

Apriti cielo! Sono piovuti loro addosso attacchi e insulti di ogni tipo. Una campagna denigratoria alla quale Monereo replica con un articolo dal titolo “La dictadura de lo politicamente correcto: un discurso disciplinario”. Dato che non tutti leggono lo spagnolo ne traduco qui di seguito alcuni passaggi.

Ci siamo scontrati con il politicamente corretto. Lo prevedevamo, ma ne abbiamo sottovalutato l’estensione e l’intensità, fatta di una convergenza fra sinistre estreme, destre di diversa ispirazione e intellettuali organici impegnati a condizionare il dibattito politico“.

il politicamente corretto non stabilisce solo di cosa si può discutere, ma anche il modo in cui se ne può parlare“; “L’obiettivo di fondo è semplice: stigmatizzare, criminalizzare le opinioni e trasformare gli avversari in nemici“. Così: “c’è chi pretende distinguere fra avversari neoliberali e nemici populisti“.

Ci hanno accusato di stare dalla parte di Salvini…non abbiamo detto nulla sull’immigrazione eppure questo tema è stato messo al centro degli attacchi contro di noi”.

Secondo questi discorsi la globalizzazione è irreversibile e buona, chi la avversa è un reazionario contrario al progresso e a un brillante futuro fondato sulle nuove tecnologie“.

L’Europa è buona mentre lo stato-nazione è superato e cattivo, non lo si può riformare per promuovere lo sviluppo di diritti sociali, libertà pubbliche e sovranità popolare”. “Difendere la sovranità popolare, gli interessi nazionali e le politiche economiche progressive viene definito nazionalismo“.

Invece: “quello che noi proponiamo è una repubblica federale che miri a realizzare il socialismo, a partire da una difesa nitida della sovranità e dell’indipendenza nazionale, dei diritti sociali e delle liberttà pubbliche e, in prospettiva, la lotta per l’egemonia delle classi lavoratrici in base a un nuovo progetto di paese e di una Europa democratica e solidale“.

 

Questi sarebbero i “rossobruni” in Spagna!
Vi ricorda qualcosa?