costituzione
di MARIO GIAMBELLI

Questi inqualificabili tradimenti del popolo italiano agiti da figure istituzionali che dovrebbero (meglio l’uso del condizionale, visti i fatti) essere garanti della Costituzione non si risparmiano nel dare il meglio di sé e Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Emerito, nonchè il “comunista preferito di Kissinger”, tende sovente a superarsi.

Guardate, ad esempio, cosa scriveva nella lettera del 29 ottobre 2011 al settimanale Reset e pubblicata sul n.128 della stessa rivista (attenzione: la lettura dello scritto può nuocere gravemente alla salute).
 
Papale papale, l’allora garante della Costituzione confessa l’infame tradimento, a cominciare da De Gasperi ed Einaudi (i quali <<avevano costruito in pochi mesi una sorta di Costituzione economica che avevano posto però al sicuro, al di fuori della discussione in sede di Assemblea Costituente>>) per arrivare a tutta la sinistra politica italiana (<<prima quella socialista e poi quella comunista>>), della Costituzione e del modello sociale in essa accolto, palesemente antitetico a quello dell’economia di mercato.
 
<<Si trattò di una strategia>>, precisa con orgoglio il garante della Costituzione, <<“nata e gestita tra la Banca d’Italia e il governo”, mirata alla stabilizzazione, ancorata a una visione di “Stato minimo”, e aperta alle regole e alle istituzioni monetarie internazionali>>.
 
E’ la confessione del tradimento dello spirito della Resistenza e di tutto il popolo italiano, deliberatamente consumato, con l’assunzione di un’enorme responsabilità storica, dai dirigenti (Napolitano in testa) dei due grandi partiti di massa:
 
<<Nell’accoglimento e nello sviluppo di quella costruzione>> (cioè dell’economia di mercato), <<si riconobbe via via anche la sinistra, prima quella socialista e poi quella comunista>>.
 

Irritante non è il contenuto in sé della confessione, che esprime una verità ormai sotto agli occhi di tutti, bensì lo stucchevole senso di compiacimento con il quale il tradimento della Costituzione viene confessato e decisamente condiviso.

 
Ciò sarebbe bastato ad un parlamento degno di questo nome per deliberare lo stato d’accusa.

costituzione

pagina intera della Rivista Reset (proprietà di Mario Giambelli)