COMUNICATO DI RINASCITA!

Dopo il 9 marzo

Il partito che non c’è: facciamo il punto

 

L’assemblea che a Roma, il 9 marzo scorso, ha lanciato e discusso il Manifesto per la Sovranità Costituzionale, ha suscitato in molti la speranza che si potesse finalmente iniziare la costruzione di una nuova soggettività politica, capace di segnare una forte discontinuità nel panorama italiano. Purtroppo, tale inizio si presenta particolarmente difficile.

Rinascita! ha proposto a Stefano Fassina e ai rappresentanti di Senso Comune di far funzionare da qui a settembre (data del previsto avvio del vero e proprio processo costituente) una transitoria cabina di regia, gestita dalle tre forze promotrici ed aperta a momenti di confronto politico più ampio. La controproposta è stata quella della costruzione di un gruppo di lavoro chiuso, incaricato di organizzare l’appuntamento di settembre e, nel frattempo di gestire diverse campagne di massa.

Una simile ipotesi non è stata accettata da Rinascita!, perché la fase che va da qui a settembre, densa di questioni serie (elezioni europee e loro effetti, situazione economica, Libia…), non può essere affrontata da un organismo autoreferenziale e apparentemente tecnico, che in realtà dovrà operare scelte qualificanti (che saranno il biglietto da visita della nuova forza) e lo farà senza nessuna vera discussione preliminare. In particolare, è forte il rischio che la campagna per le elezioni europee venga annegata in mezzo alle altre, e che venga gestita con un linguaggio adatto a “recuperare” un consenso a sinistra, non escludendo nemmeno la possibilità di indicare alla fine, sommessamente o meno, magari a titolo personale, un voto “utile”, appunto a sinistra. Si tratterebbe di scelte decisamente sbagliate, perché contrarie sia allo spirito del Manifesto, sia all’elementare logica di marketing politico che vede la necessità di distinguersi nettamente, soprattutto per una forza di nuovissima formazione.

Preoccupazioni simili o analoghe sono state espresse da molti compagni sia di Patria e Costituzione che di Senso Comune, e ciò fa ben sperare nella possibilità di correggere la rotta. Rinascita! non si è affatto “sfilata” dal processo iniziato il 9 marzo, come qualcuno dice e forse auspica: è semplicemente in disaccordo con la soluzione politico organizzativa che si tenta di dare, e si farà sentire con nettezza in ogni ambito possibile per convincere tutti che la radicalità di una posizione sovranista/costituzionale non deve essere annacquata, che la riconquista della “sinistra” è problema successivo a quello della riconquista del popolo, e che, se vogliamo che la speranza nata a marzo non muoia già ad aprile, tutti gli atti politici decisivi di questi giorni devono essere discussi dal maggior numero possibile di componenti del processo.