sovranità

 

di MARIO GIAMBELLI GALLOTTI

 

DOMANDA a un socialista sovranista (che gli intellettualoni dell’asinistra definiscono “rossobruno”): “mi spieghi il senso della sovranità nazionale coniugata all’internazionalismo? L’internazionalismo non assume una prospettiva di superamento del concetto di nazione?

RISPOSTA del socialista sovranista (nonché “rossobruno”): cedo la risposta a due grandi Padri costituenti (“rossobruni” a loro volta, ma a loro insaputa):

LELIO BASSO: <<Così come il sentimento nazionale del proletariato non ha nulla di comune con il nazionalismo della borghesia, così il nostro internazionalismo non ha nulla di comune con questo cosmopolitismo di cui si sente tanto parlare e con il quale si giustificano e si invocano queste unioni europee e queste continue rinunzie alla sovranità nazionale. L’internazionalismo proletario non rinnega il sentimento nazionale, non rinnega la storia, ma vuol creare le condizioni che permettano alle nazioni di vivere pacificamente insieme. Il cosmopolitismo di oggi che le borghesie, nostrana e dell’Europa, affettano è tutt’altra cosa: è rinnegamento dei valori nazionali per fare meglio accettare la dominazione straniera>>
(ne ho parlato anche qui)

PALMIRO TOGLIATTI: <<Lottando sotto la bandiera solidarietà internazionale dei lavoratori, i comunisti di ogni singolo paese, nella loro qualità di avanguardia delle masse lavoratrici, stanno solidamente sul terreno nazionale. Il comunismo non contrappone, ma accorda e unisce il patriottismo e l’internazionalismo proletario poiché l’uno e l’altro si fondano sul rispetto dei diritti, delle libertà, dell’indipendenza dei singoli popoli. E’ ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla nazione. La classe operaia moderna è il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica>>
(da un post su Facebook di Giancarlo Bellorio che citava Palmiro Togliatti).

Chiaro?
Discorso chiuso, finalmente?

 

(*) Si, lo so, per l’asinistra servirà qualche ripasso, ogni tanto… ma sono un inguaribile ottimista, perciò lasciatemi illudere che sia finalmente la volta buona.