rivoluzione

 

 

di GIUSI GRETA DI CRISTINA

 

(prosegue da qui)

CUBA, RIVOLUZIONE PERENNE

Sessant’anni son passati da quella splendida mattina in cui gli eroi della Rivoluzione segnano la fine della dittatura di Batista.

Uno di quegli anniversari che non è solo commemorazione, ma che stringe in sé un profondo significato di rivalsa e vittoria dei popoli che combattono contro l’imperialismo.
Chi vi dice, chi ci dice che ormai tutto è passato, che il comunismo ha perso, lo dice incurante della situazione in cui si trova a dover sopravvivere la maggioranza delle donne, degli uomini, dei bambini e degli anziani di questo Pianeta: il sistema capitalistico si è imposto trascinando nella miseria, nell’indigenza, nella guerra persino Nazioni che hanno conosciuto il benessere per qualche decennio.

L’aggressività degli USA e degli Stati vassalli è accresciuta enormemente dopo il tradimento e il crollo dell’URSS, i Paesi dell’ex blocco sovietico – secondo recentissimi sondaggi – vorrebbero il ritorno allo stato socialista, dopo l’inganno del capitalismo e la beffa dell’occupazione Nato.

A Cuba tutto questo non è accaduto, non accade, non accadrà. Lo diciamo con sicurezza, col sorriso. E lo sa anche chi, da questa parte del mondo, sperava il contrario con la dipartita del Comandante Eterno.

Cuba vanta tra i migliori sistemi sanitari al mondo, e il migliore dell’America Latina. Cuba ha sconfitto la fame: nessun bambino muore di fame a Cuba. Cuba ha tra i migliori sistemi educativi al mondo, e il migliore dell’America Latina, surclassando quelli nati dalle dittature dei militari preparati dai nazisti scappati dalla Germania e assoldati dai democraticissimi USA. Al contrario, in questi Paesi la gente rovista tra i rifiuti per mangiare.

A Cuba si è sopravvissuti al periodo especial, si sopravvive ancora a una restrizione economica, a una angheria finanziaria sotto la quale probabilmente qualsiasi altro Paese sarebbe crollato.
Cuba sarebbe un miracolo, se noi credessimo ai miracoli. Cuba è il prodotto della
ferrea disciplina marxista-leninista e dell’educazione alla rivoluzione.

Cuba, seguendo gli esempi antecedenti, su tutti quello di José Martí, ha plasmato la sua lotta di liberazione in chiave nazionale, applicando le lezioni di Lenin, di Stalin, di Mao sulla necessità di creare la Rivoluzione nel proprio Paese sposando le caratteristiche più idonee che possano renderla vincente, nel proprio Paese.

E in questi tempi oscuri, di antifascismo un tanto al chilo, letto in chiave esclusivamente ruffiana, in cui chiunque parli di difesa della sovranità popolare viene accusato di rossobrunismo – quando non direttamente di fascismo! – da Cuba ci arriva forte il monito: “Patria o Muerte!”.

Se il futuro che scegliamo per la Patria (perché Paese o Nazione e non Patria? Cosa avrà mai fatto di male questo termine per suscitare una tale repulsione tra gli ambienti cosiddetti di sinistra?) è quello socialista, se lottiamo per questo obiettivo, se lo sosteniamo col nostro impegno militante, la nostra dedizione agli insegnamenti marxisti-leninisti, come non possiamo ritrovare nella Rivoluzione cubana, nella sua difesa alla patria socialista l’indirizzo al quale volgerci, anche oggi, nel 2019?

È chiaro: proprio in virtù di quanto appena affermato non possiamo trasporre pari pari quella che fu, anzi quella che è, la Rivoluzione Cubana entro i nostri confini (altra parola che pare abbia assurto connotati da demonizzare): possiamo però studiare, analizzare, approfondire quella che, tra le pochissime, non è solo il sogno di ciò che poteva essere ma la realtà di ciò che è.

Lunga vita alla Rivoluzione Cubana. Lunga vita a Cuba!