conferenza
di IVANA FABRIS

Pare, dunque, che la conferenza sulla Libia, tenutasi in questi giorni a Palermo, abbia avuto buon esito e che il pifferaio Macron – che si era mosso con l’intento di suonare per boicottare e far fallire l’incontro – invece sia stato suonato.

Di certo non è stata impresa facile poichè le tensioni esistenti tra Haftar e Serraj erano alte e con il ritiro di Angela Merkel dal summit e quello di Macron, sembrava che non si sarebbe riusciti a mettere insieme qualcosa di significativo.
Invece, le resistenze sull’incontro sono state vinte e l’esito pare apra una nuova strada e ridisegni un nuovo quadro politico anche a livello internazionale. Si attende, perciò, il prosieguo di questo incontro che dovrebbe essere da qui a poco tempo, per capirne l’evoluzione.
 
Grande e sostanzialmente determinante, sembra essere stato il contributo della Russia alla riuscita, visto che ha esercitato tutta la sua influenza per convincere Haftar a presenziare e infatti, con questa mossa, ha messo a segno un bel centro.
A giudicare da come si sta muovendo, Putin avanza nel Mediterraneo rispetto alle questioni mediorientali, con determinazione (vedasi la Siria) e importanti capacità diplomatiche, sgomitando di lato il ruolo degli USA sulle suddette questioni, benchè per quanto riguarda questa conferenza, anche Trump pare abbia fatto la sua parte.
 
Altri suonati sembrano essere i vertici turchi. Comprensibili stizza e nervosismi, dato che se tutto proseguirà in una certa direzione, si va verso la fine del dominio islamico su Tripoli ma non solo. Di sicuro cambieranno assetti ed equilibri, se ci sarà il prosieguo che tutti ci auguriamo dopo sin troppi anni di caos politico che ha generato solo morte e distruzione.
 
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene? Piano, la strada è lunga e tortuosa, ma in ogni caso l’inizio parrebbe favorevole.
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Quello che non si può certo dire è che il ruolo del Presidente del Consiglio Conte e del governo sia stato marginale in questo passaggio e, soprattutto, sembra finalmente di osservare che l’Italia si stia man mano riguadagnando una rispettabilità e un’importanza sul piano internazionale e su questioni alquanto delicate che peraltro ci investono direttamente, andate perse a causa del servilismo renziano all’interno della UE.
Non a caso, il pifferaio d’eccellenza Macron, con la complicità di Frau Merkel al pari del gatto e la volpe, credevano di poter dare una spallata alla Conferenza continuando a gabbarci.

Con quanto avvenuto relativamente a questa Conferenza, invece, “finita la festa, gabbato lo santo” ci auguriamo che valga come primo di una lunga serie di passi, nei confronti di Francia e Germania.
Sarebbe ora perchè la pazienza è finita e di santi (e martiri) in Italia, causati dall’asse franco-tedesco, non ce ne sono proprio più.