uolter

 

di VRP

 

Caro Uolter,
sì tu, quello che purtroppo non se n’è mai andato nemmeno dopo l’autodenuncia del suo idolo Blair, ora ci dici che dobbiamo tornare al dualismo destra-sinistra.
Ti piace vincere facile, insomma, considerato che a destra hai un ultraottuagenario mal consigliato che non si è accorto che il mondo non è più quello di trent’anni fa (e nemmeno lui), una destra tutta ordine e manganelli con un capitano più pompato di un lottatore di wrestling che non a caso combattono in match finti.

Come è finto il tema che vuoi riportare al centro della politica, tu tra i buoni, quelli che vogliono jus soli e accoglienza a go-go, Salvini a capo dei cattivi, perchè tanto dietro a lui, a manovrarli, c’è un apparato col quale si tratta bene nel segreto delle stanze di palazzo. E così ricominciamo con l’unica cosa che sai che puoi dare al popolo: il contentino dei diritti civili e altre baggianate con cui farti bello.

Come se non fosse mai caduto il Ponte di Genova. Come se questo shock non ci avesse fatto aprire gli occhi su un’Italia che cade a pezzi, che frana, ancora con le ferite del terremoto da sanare. Con i giovani senza lavoro che se ne vanno al ritmo di 5 al giorno.
5 al giorno Uolter. Ma a te chettefrega, dai lo jus soli ed hai risolto i problemi. Quelli tuoi del  elettorato di sicuro.

Ma di alzare il salario minimo no, non ne parli caro Uolter. Meglio continuare ad importare schiavi che si accontentano di lavorare ad un terzo di esso quando va bene.

E tu chiedi da che parte si schiererà il M5s: dai “buoni” che saresti ovviamente tu insieme ai tuoi, o dai “cattivi” che sarebbe quel centrodestra con cui avete stretto il patto di non belligeranza, in modo da continuare ognuno a farsi gli “affari” propri da trent’anni e che non avete ancora cancellato dagli accordi.
Quel centrodestra che oggi manda avanti quella macchina acchiappavoti che si chiama Salvini per poi far governare la vecchia Lega, quella dei Giorgetti per intendersi.

Da che parte dovrebbe stare allora il M5s visto che parti non ce ne sono perchè c’è solo una classe politica di lunghissimo corso che è oggi più agguerrita che mai, che vuole riprendersi il potere perché i Benetton poverini, grazie a quello che chiamate tonto Toninelli, si sono dovuti pagare la ricostruzione del ponte.

E che dire del bibitaro che si permette di fare gli accordi con la Cina invece di andare, come consuetudine di questa repubblica, a prendere prima gli ordini da Bruxelles? Siamo la repubblica delle banane mica delle arance.

E non sia mai che ci si dimentichi che l’Italia non è un paese da uno vale uno. Per te Uolter, e i tuoi sodali, è sempre la stessa Italia in cui i De Benedetti, i Tronchetti Provera e altri nomi più o meno conosciuti, devono avere ancora il diritto di dire: Io so’ io e voi non siete un cazzo.