brasile

 

di IVANA FABRIS

Ovvero, come funzionano le cose della politica dove della democrazia è rimasto solo un simulacro.

Si sta verificando in queste ore in Brasile (e molto platealmente) un grandissimo scambio di favori tra i poteri dello Stato.

Favori oscenamente violenti perchè agiti da uomini in giacca e cravatta che riescono ad incantare le masse usando artifici propagandistici e avvalendosi al massimo della forza della comunicazione dei social network.

In pratica è andata così.
Lula doveva vincere le elezioni, aveva largo consenso.
Un giudice, Sergio Moro, invece lo condanna senza avere alcuna prova e lo sbatte in carcere.
Precedentemente era già stata “dimissionata” Dilma Rousseff per insediare il fedele amico degli yankees, Temer.
Infine, Bolsonaro vince le elezioni. E toh, guarda caso, proprio in queste ultime ore il giudice Moro è stato nominato ministro della “giustizia” da Bolsonaro.

Altra VERA chicca, è la nomina di Paulo Guedes all’economia.
Un uomo di Soros, uno che ama visceralmente la scuola di Chicago, uno il cui motto è: “Andiamo a privatizzare tutto!“.

Dulcis in fundo, Bolsonaro ha dichiarato di essere pronto a trasferire l’ambasciata brasiliana a Gerusalemme.

Un favore di qua, un altro di là. Una leccata di piedi ad Israele e un inchino fino a sfiorare terra con la faccia agli USA, data la nomina di un Chicago Boy come ministro dell’economia brasiliana e il neoliberismo mette a segno un altro colpo in un paese che ha ricchezze energetiche importantissime.

Il mondo precipita, rapido, nella follia della predazione assoluta.
E noi ci illudiamo che in Italia mai niente di temibile avverrà.
Sono decenni che viene ripetuto come un mantra. Ma intanto il golpe bianco c’è stato anche a casa nostra e forse non solo uno. Ma una massa di persone non ha voluto (e ancora troppi non vogliono) vedere e capire.

Neanche il pareggio di bilancio è servito ad aprire gli occhi e comprendere che sarebbe stata la garrota che ci avrebbero messo attorno al collo le oligarchie europee.

E continua ad accadere. Infatti, non paghi degli errori del passato recente, si continua a non voler vedere.
Invece di avviare il cambiamento guardando al socialismo, anche per dare un segnale forte alle oligarchie d’oltreoceano, in Italia ancora troppi sono nuovamente caduti nella trappola della propaganda neoliberista agita dal PD. Sputano false accuse di fascioleghismo e rossobrunismo addosso a comunisti come noi di Rinascita! che difendiamo la sovranità per poter ridare piena dignità alle fasce subalterne e al popolo italiano tutto, liberandolo dall’occupazione neoliberista della UE.

Beata incoscienza…finchè dura.

Intanto Cesare Battisti è introvabile da più di una settimana.
E con la situazione esistente in Brasile, pare impossibile che abbia fatto tutto da sè senza l’appoggio di una lunga mano occulta.
Salvini, però, ha detto che andrà a prenderlo lui stesso.
Forse che, dato il suo sostegno al governo Bolsonaro, qualche amico degli amici (yankees) gli abbia detto dove sia?