debito

di MICHELE PIZZOLATO

 

Il debito pubblico è come il debito di una famiglia? NO.

1. Il debito pubblico detenuto da italiani è un debito di una parte di italiani verso l’altra parte degli stessi, come se un famigliare prestasse all’altro, saldo famigliare zero.
2. Il debito italiano con soggetti esteri viene emesso a fronte di un corrispondente versamento di valuta straniera convertita in euro; anche questo, quindi, a saldo zero. Il punto non è il debito, è quanto fruttuosamente sono state investite/utilizzate le risorse da debito.

Il debito pubblico è onere a carico di altre generazioni? Lo pagano i nostri figli? NO.

Il debito pubblico posseduto dagli italiani (i titoli) sono parte della loro ricchezza privata; i figli ereditano i titoli dei padri o il loro valore oltre a godere degli interessi in vita. Il carico fiscale che graverà sui figli è compensato dalla trasmissione del titolo di stato, oltre che dal godimento della ricchezza stessa in interessi. La situazione patrimoniale dei figli quindi non è né peggio né meglio, per il futuro rientro dal debito pubblico. Il problema NON è il debito, è come viene speso.

Il debito pubblico è essenziale, in particolare, in momenti di crisi economica, a riportare il mercato sui sentieri della piena occupazione e della crescita. Dal debito si rientra con la crescita e in periodo di crescita.
Senza debito pubblico l’Italia non si sarebbe tirata su dopo la seconda guerra mondiale, saremmo ancora con le macerie e le pezze dove finisce la schiena.
Senza debito pubblico lo stato sociale non ci sarebbe mai stato e la redistribuzione ha generato ricchezza, crescita.
Senza debito pubblico da una crisi di domanda non si esce; l’austerità Europea ne è la più palese evidenza.
Un paese in perfetto equilibrio finanziario, nessuna crescita, nessun debito, nessun servizio pubblico statale, una disoccupazione altissima, le persone che mendicano in strada è un paese poverissimo e tristissimo ma che rispetta i fiscal compact europei…

Essere riusciti a far dimenticare la lezione keynesiana e a far entrare nel senso comune “castronerie” come la demonizzazione del debito pubblico, o ideologia vestita da economia, come gli effetti di spiazzamento degli investimenti privati, è uno dei più grandi successi delle classi ricche.

Classi ricche che, razionalmente per loro, preferiscono austerità, pareggio di bilancio e tagli di spesa pubblica, manovre che costringono gli stati a privatizzare il settore pubblico a prezzi da svendita … e immaginate un poco chi se li prende questi mercati a prezzo di saldo?

Basta con queste assurdità sul debito, basta…