internazionale

 

di DARIO BIANZANI

 

Sulla scena internazionale, a livello geopolitico molte cose si stanno modificando. Non sono tutte positive ma di sicuro sono tutte il segno del profondo disagio e del totale malcontento causato dal capitalismo finanziario e di una precisa volontà di cambiamento in cui sono i populismi ad avere la scena.

Tra le positive, segnaliamo che in uno dei posti più difficili del mondo, la frontiera sud degli USA, in Messico, il nuovo Presidente, Andres Manuel Lopez Obrador, ha assunto ufficialmente l’incarico il 1°dicembre. Nei nei suoi primi discorsi, tra importanti iniziative come l’istituzione di una commissione che deve indagare sulla verità della violenza che dilania il Paese da anni e l’istituzione di una Guardia Nazionale che dovrebbe sostituire l’esercito nel controllo del territorio, ha annunciato   anche la sospensione del piano di privatizzazione dell’azienda petrolifera statale Pemez e il rilancio dello stato in economia.

I Paesi latinoamericani dell’ALBA (Alleanza Bolivariana para America), in particolare Venezuela, Cuba, Bolivia e Nicaragua si stannno muovendo per costruire alleanze strategiche a livello internazionale con i Paesi che per non allinearsi al neoliberismo finanziario e all’imperialismo USA subiscono minacce e sanzioni.

Così, in particolare i Presidenti di Venezuela e Cuba stanno rafforzando i loro rapporti con Russia e Cina e stabilendo contatti economici e militari con Paesi come Iran, Siria, Corea Del Nord, Vietnam e Turchia. Proprio il 3 dicembre, i Presidenti di Venezuela e Turchia, nonostante quest’ultima faccia parte tuttora della NATO, hanno firmato importanti accordi di cooperazione economica e militare.

In Europa le tensioni sociali dovute alle politiche neoliberiste stanno esplodendo in molti Paesi anche nel cuore della UE. In Francia, la rivolta dei Gillet Gialli che continuerà nonostante la sospensione promessa dal Governo dell’aumento delle tasse sui carburanti per sei mesi, si sta configurando come l’ha definit Jean-Luc Mélenchon: “non è una rivolta, Sire, è una rivoluzione cittadina“.

In Spagna, gli indipendentisti catalani sembrano prendere ancora più forza mentre i leader indipendentisti incarcerati, ancora senza processo, hanno iniziato uno sciopero della fame e molti altri politici e intellettuali intendono iniziare anch’essi uno sciopero della fame incatenati agli edifici pubblici del Paese catalano. Il Premier spagnolo vuole organizzare una riunione del suo gabinetto a Barcellona per dimostrare di avere il controllo del Paese e i cittadini catalani si stanno organizzando attraverso le reti sociali per manifestare e bloccare le principali strade catalane.

In Andalusia, Vox, il partito di estrema destra che fa riferimento diretto al franchismo, nelle elezioni di domenica scorsa, è riuscito per la prima volta dal 1978 ad entrare nel Parlamento regionale con 12 parlamentari ottenendo più del 10% dei voti.

Il risultato di questo partito apertamente fascista, non è dovuto principalmente, come dice il mainstream, ad una reazione alle richieste indipendentiste catalane ma agli errori e agli appiattimenti al neoliberismo della classe politica della sinistra andalusa che ha governato da decenni nella Regione.

Le richieste dell’estrema destra andalusa sono di certo in pieno stile franchista: l’abolizione delle autonomie in Spagna ma anche la legge sulla memoria storica sul periodo del regime del Caudillo, le leggi sui diritti lavorativi delle donne, l’abolizione della legge contro il femminicidio e la cacciata di tutti gli immigrati.

Continuando con queste politiche imploderà prima la UE o alcuni Paesi che ne fanno parte primo tra tutti la Spagna, governata fino a qualche mese fa da un corrotto Governo di destra e ora da un finto Governo di sinistra?

Il successo di Vox in Andalusia dovrebbe far suonare un campanello di allarme a tutti noi e, speriamo anche a tante persone che per ora continuano a seguire la finta sinistra nostrana.

E’ indispensabile costruire una vera organizzazione sovranista e di sinistra, antimperialista e anti UE che sia in grado di contrastare la possibile crescita anche nel nostro Paese di vere forze neofasciste. Forze neofasciste che bisogna dirlo apertamente non sono rappresentate dalla Lega di Salvini.

La UE si abbatte e non si cambia! Diamoci una mossa!